Un bilancio capace di rispondere ai bisogni dei cittadini

12 luglio 2018

Stamattina, in Consiglio, si è tenuto il primo negoziato interistituzionale (trilogo) tra il Parlamento, il Consiglio e la Commissione relativo al bilancio dell’Unione europea del 2019. In presenza del Commissario per il bilancio Oettinger e del ministro delle finanze austriaco Loger, in veste di relatore generale al bilancio 2019 ho espresso la posizione e le priorità del Parlamento europeo ribadendo la volontà di presentare ai cittadini europei un bilancio che sia capace di rispondere ai loro bisogni.

Qui di seguito il testo completo del mio intervento.

 

Caro commissario Oettinger,

Caro Ministro Löger,

Cari colleghi,

Vorrei innanzi tutto ringraziare il Commissario Oettinger e il suo staff per il progetto di bilancio 2019. Come abbiamo già affermato nella nostra relazione sul mandato per il triologo, è per noi un buon punto di partenza, anche se non dobbiamo considerarlo come un punto di arrivo. Riteniamo che sia necessario fare di più per rafforzare la solidarietà all’interno e all’esterno dell’Unione, tra generazioni, in particolare aiutando i giovani, assistendo le PMI e facendo di più sul cambiamento climatico e sulla ricerca, perché questi sono gli elementi per il nostro futuro, sostenibile e condiviso.

Ministro Löger, apprezzo molto il rapporto amichevole che abbiamo stretto durante il nostro primo incontro a Strasburgo e spero che manterremo le nostre discussioni aperte, costruttive, rispettandoci l’un l’altro, come abbiamo fatto nella prima occasione.

Non sarà sorpreso, tuttavia, dal fatto che la nostra posizione è diversa da quella sostenuta ieri dal Coreper – così come non siamo stati sorpresi noi, purtroppo, dalla sua posizione.

Avevamo infatti sperato che la sua Presidenza potesse realizzare qualcosa di sensibilmente diverso da una grossolana ripetizione degli stessi schemi della posizione del Consiglio sui recenti progetti di bilancio.

Lei sosterrà di aver dimostrato comprensione, rispetto e apertura verso il Parlamento – tornerò su questo punto. Lei sosterrà che i suoi tagli non sono ciechi, che hanno un fondamento logico e che dovremmo mostrare comprensione sia per questi tagli che per la difficoltà che ha nell’allineare le posizioni divergenti degli Stati membri. Ognuno ha le proprie difficoltà. Le nostre sono rappresentate dal fatto che, contrariamente ai colleghi dei ministeri delle finanze, dovremmo spiegare i risultati dell’ultimo bilancio annuale di questa legislatura ai cittadini europei in vista delle elezioni europee. È nostra la responsabilità di dimostrare il valore aggiunto del progetto europeo, in tempi in cui coloro che lo attaccano navigano con il vento in poppa.È nostro il dovere di discutere di priorità politiche, di come il bilancio dell’UE contribuisca a migliorare la vita dei cittadini.

Perché crediamo fermamente che i cittadini debbano essere al centro della nostra azione.È nostro l’obbligo di parlare con loro responsabilmente, con parole che possono essere comprese. I cittadini ci chiedono di far seguire le azioni alle parole. Detto questo, mi permetta di condividere con lei una serie di numeri: 522 milioni, 563 milioni, 767 milioni, 1,2 miliardi, 1,55 miliardi. Questi numeri non corrispondono, sfortunatamente, all’incremento dei miei risparmi personali. Corrispondono ai livelli di tagli richiesti dal Consiglio negli ultimi cinque anni. Da 522 milioni a 1,55 miliardi.

I tagli richiesti dal Consiglio rappresentano una cifra in costante aumento per cui non esistono giustificazioni, se non quello di lasciare un margine sufficiente per circostanze impreviste – logica standard del Consiglio. Ma i margini non possono essere la nostra prima priorità, soprattutto se l’obiettivo è quello di crearli artificialmente per poi finanziare iniziative come il Strumenti per i rifugiati in Turchia con il bilancio dell’UE anziché con i bilanci nazionali!

Caro Ministro, con la migliore volontà del mondo, non penso che nessuna agenzia di pubbliche relazioni sarebbe in grado di lanciare una campagna di marketing di successo su tagli e margini maggiori per i cittadini europei. Conosco solo poche persone appassionate di tagli e margini. I membri del Parlamento europeo non vivono in un mondo in cui viene prima deciso il livello dei tagli e in seguito le linee che dovranno subire questi tagli. Questa è la ragione per cui troviamo praticamente impossibile comprendere un taglio di 4,1 milioni a LIFE, un taglio di 90.000 euro Europa per i cittadini, un taglio di 8,4 milioni a Europa creativa, 150.000 euro di tagli all’Aiuto umanitario o allo Strumento per la democrazia e diritti umani, un taglio di 5 milioni alla PESC o un taglio di 350.000 euro all’AMIF. Questi tagli sono in palese contrasto e contraddizione con le ultime conclusioni delle riunioni del Consiglio europeo.

Questo non è un esercizio matematico, ma politico, e se viene suggerito un taglio, la Presidenza deve dare validi argomenti per giustificarlo – e creare margini non è uno di questi.

Quando ci siamo incontrati a Strasburgo, ha detto che al posto dell’immagine di un limone spremuto, preferisce quella di un cesto di frutti diversi da cui si possa scegliere. Sfortunatamente, abbiamo l’impressione che il Consiglio stia semplicemente mordendo i diversi frutti del paniere senza preoccuparsi se diventano marci. Ci sta dicendo che, per rispetto al Parlamento, avete risparmiato i frutti di Erasmus e COSME. È gentile da parte sua, ma ciò non deve nascondere il fatto che il Consiglio non abbia apportato modifiche a questi ultimi negli scorsi anni né dovrebbe nascondere gli altri frutti, quelli più grandi, che il Consiglio ha morso – e non mi riferisco solo a Horizon 2020 o CEF: -300 e -274 milioni. Lei è anche a conoscenza che vogliamo che il frutto di Erasmus raddoppi. Caro Ministro, Caro Commissario, sono qui oggi per impegnarmi, a nome del Parlamento europeo, per una lettura responsabile, non fantasiosa, della nostra Assemblea, che consegneremo prima della conciliazione. Rifletterà le priorità politiche che abbiamo concordato con un’importante maggioranza di membri: crescita sostenibile, innovazione, competitività, sicurezza, lotta contro i cambiamenti climatici, transizione alle energie rinnovabili e migrazione e un’attenzione particolare ai giovani. Perché crediamo vi siano le persone dietro le politiche e i numeri.

I tagli di quest’anno riflettono non solo una mancanza di rispetto nei confronti del Parlamento e delle sue priorità, ma soprattutto nei confronti dei cittadini. Con una lettura tale stiamo nuovamente deludendo le loro aspettative sempre crescenti nei confronti dell’UE. Aspettative sull’azione a livello europeo in settori quali la migrazione, il terrorismo, la sicurezza, che si soddisfano investendo in azioni, non aumentando i margini.

Caro Ministro, Caro Commissario, vi tendiamo la nostra mano in cerca di un bilancio che sia un esercizio politico, non di contabilità. Abbiamo bisogno di un bilancio politico per questo anno elettorale, che sarà anche contraddistinto dalla Brexit. Un bilancio che possiamo sostenere, visto lo stato delle finanze pubbliche nell’Unione e un bilancio di cui abbiamo bisogno. Siamo pronti a lavorare con voi su un bilancio che offra un valore aggiunto ai cittadini europei, perché è nostra profonda convinzione che le aspettative devono essere accompagnate da risultati concreti. Devo dire, tuttavia, che non saremo pronti a farlo ad ogni costo. Come abbiamo detto in diverse occasioni, siamo anche pronti a moltiplicare i nostri incontri, formali e informali, per capire meglio le rispettive posizioni e comprendere le possibili aperture, con l’obiettivo di utilizzare pienamente periodo di conciliazione, e quindi di evitare un dramma senza fine il venerdì notte o dover rinviare all’ultima ora del lunedì. Caro ministro, ho provato a spiegarle le priorità del Parlamento europeo, la nostra visione politica dell’Europa, le aspirazioni che abbiamo nel presentare ai cittadini europei un bilancio che risponda ai loro bisogni. Vorremmo farlo insieme a voi, ma, se mi consente la franchezza, dalla lettura del Consiglio per il bilancio del prossimo anno non riesco a comprendere cosa vogliano raccontare i suoi colleghi ai cittadini europei con questo bilancio. Caro Commissario, confido di poter contare sul suo ruolo di mediatore imparziale, non schierato con nessuna delle parti, che non cerca di ingannare l’uno o l’altro e che vede il suo ruolo come quello di un facilitatore. Se condividiamo l’obiettivo di mettere il bilancio al servizio delle aspettative dei cittadini, sono certo che potremo raggiungere insieme un esito positivo. A nome del nostro Parlamento e dei miei colleghi, attendo con impazienza i nostri futuri scambi. Grazie.

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