Diritti civili

Occuparsi di diritti civili significa soprattutto battersi per rappresentare e sostenere tutti quelli che non hanno voce e che, per una ragione o per l’altra, soffrono l’esclusione sociale.

Daniele Viotti

Il tema dei diritti civili non è una faccenda da legare all’agenda politica della Sinistra o del più largo campo dei progressisti. È una faccenda di pura e semplice civiltà.

I traguardi e le conquiste in materia di diritti civili in ogni paese europeo (buon ultimo l’Italia, purtroppo) suggeriscono una cosa: questa battaglia politica e di civiltà può essere vinta solo vincendo la battaglia culturale all’interno della società.

Per questo motivo bisogna sempre ricordare che quando si parla di diritti civili non si sta parlando di un argomento minore, buono solo per una parte della popolazione, ma si parla di un vero e proprio diritto umano. Diritto che, in paesi poco lontani da noi, viene messo costantemente in discussione. Da chi considera l’omosessualità una malattia e ogni tipo di diversità una forma di “devianza” da curare, da sopprimere, da discriminare.

Occuparsi di diritti civili, però, significa soprattutto battersi per rappresentare e sostenere tutti quelli che non hanno voce e che, per una ragione o per l’altra, soffrono l’esclusione sociale.

Quando parliamo di diritti per tutte e tutti, di diritti “umani”, di diritti da conquistare centimetro dopo centimetro, parliamo anche di questo.

Continuare ad occuparsi di diritti civili, in Italia, in Europa e nel Mondo, anche dopo aver raggiunto traguardi importanti, è l’unica opzione possibile. Perché i diritti non solo vanno ottenuti, vanno soprattutto presidiati.