Sinistra Anno Zero

7 aprile 2018

Di seguito tutta la trascrizione del mio intervento di oggi a “Sinistra Anno Zero“.

Alle ragazze e ai ragazzi che chiedono cambiamento nel #pd e nella #sinistra in Italia e in Europa dico: venite con noi,…

Posted by Daniele Viotti on Saturday, 7 April 2018

«La giornata di oggi è straordinaria perché abbiamo fatto quello che non ha fatto nessuno: cercare di capire non quello che è successo il 4 marzo, ma negli ultimi dieci anni nella storia del nostro paese e della sinistra. Sono tre le cose su cui ho voluto riflettere in questa giornata. Il primo è il tema più rilevante del nostro tempo: il lavoro. Come sinistra, come partito, come vogliamo rapportarci coi lavoratori? Con i precari, con chi ha paura del presente – e non del futuro – con chi non è precario ma vive comunque con la paura di perdere il lavoro? Quali risposte siamo in grado di dare ai lavoratori di Embraco, Italiaonline, Trony? La mia regione è finita alla ribalta delle cronache per Bardonecchia, per le frontiere sbarrate in Francia. Troppo poco si è parlato di quella Valle che vive momenti di difficoltà anche su altri versati: uno di questi è proprio il lavoro. Numerose aziende stanno chiudendo senza che il nostro Partito riesca a dire o fare nulla. E poi ci meravigliamo che in certi territori, come quello, non ci voti più nessuno. Quel territorio è solo un esempio di ciò che sta accadendo in tante parti del nostro Paese. E non voglio peccare di “operaismo”, credo fortemente al sostegno dei piccoli imprenditori, ma non ho dubbi: tra Marchionne e gli operai starò sempre dalla parte dei secondi. Di un’altra cosa sono certo: non possiamo continuare a dare ai lavoratori e alle lavoratrici le stesse risposte degli ultimi dieci anni. Cerchiamo e diamo loro risposte rivoluzionarie, coraggiose.

La seconda riflessione è relativa a come siamo e come siamo percepiti fuori. Chi dice che siamo percepiti come conservatori sbaglia. Perché siamo stati conservatori nel vero senso della parola. Abbiamo difeso lo status quo, la globalizzazione e non abbiamo provato a costruire contromisure all’altezza. Siamo di fronte allo scontro tra ultraliberisti che non vogliono porre il minimo vincolo al mercato europeo e ultraconservatori dei dazi doganali. Qual è la risposta socialdemocratica europea a tutto questo? Ci si riduce, invece, a parlare di Macron, a fare discussioni politicistiche che non interessano a nessuno. Io non ho interesse a parlare di Macron, vorrei trovare la nostra proposta. Siamo entrati nel Partito Socialista Europeo per cambiarlo e modernizzarlo e invece non abbiamo fatto nulla. Anche in quello siamo stati conservatori. Dobbiamo riempire di contenuti e proposte un tema fondamentale come quello del pilastro sociale europeo, per far sì che l’Europa non venga più percepita come matrigna ed esattrice ma come madre attenta ai bisogni e ai problemi delle sue cittadine e dei suoi cittadini.

E, infine, un’analisi sul Partito Democratico. Il problema non è Renzi o il renzismo. Sarebbe miope e, permettetemi, autoassolutorio pensare che il problema sia solo ed esclusivamente quello. Vorrebbe dire fare finta che prima non sia successo nulla. E invece nel 2008 abbiamo perso, nel 2013 abbiamo non vinto e nel 2018 sapete già come è finita: con una catastrofe. I problemi vanno letti in tutti gli ultimi 10 anni, e in una classe dirigente che ha lasciato macerie. Macerie politiche, elettorali e di bilanci (abbiamo dipendenti del PD in cassa integrazione da mesi, cui voglio esprimere la mia solidarietà). Abbiamo bisogno di una netta cesura con il passato. Non mi interessa rottamare niente e nessuno. Chi mi conosce sa che il termine rottamazione – che trovo volgare – non mi appartiene. Mi interessa cambiare metodi, modi e politiche. I caminetti invece sono ancora vivi e lottano contro di noi. Per fare politica non si può stare sull’Aventino, ma bisogna combattere nell’agone politico, forti delle proprie posizioni. Mi auguro che in certi caminetti non ci invece ancora la volontà malcelata di fare accordi con il centro destra.

Ai ragazzi e alle ragazze, donne e uomini presenti all’iniziativa “Sinistra Anno Zero” ho rivolto il mio appello finale: non lasciateci soli. Aiutateci a cambiare le cose. Partecipate, iscrivetevi a un partito, un sindacato, un’associazione. Non chiudetevi in casa ma lottate per voi e per tutti. Facciamo la sinistra che non c’è mai stata e di cui ha maledettamente bisogno questo paese.»