da Dire

Governo. Viotti: si vedeva che Salvini non voleva governare

28 maggio 2018

GOVERNO. VIOTTI: SI VEDEVA CHE SALVINI NON VOLEVA GOVERNARE (DIRE) Roma, 28 mag. – “L’enorme crisi istituzionale che si e’ aperta ieri necessita di una risposta razionale, ferma, decisa ma ben ponderata. Ieri sera il Presidente Mattarella ha usato parole pesanti come pietre per accusare i partiti di non aver voluto portare a compimento il percorso per formare il governo e per difendere non se stesso ma la Presidenza della Repubblica e le sue prerogative costituzionali”. Cosi’ in una dichiarazione di Daniele VIOTTI, eurodeputato Pd, sulla questione del Governo. “Anche noi, come Partito Democratico- aggiunge- VIOTTI – abbiamo molto da imparare da quello che e’ successo nelle ultime settimane. Si vedeva lontano un chilometro che Salvini non aveva la minima intenzione di andare al Governo. Ha speso gli ultimi 80 giorni a impostare la nuova campagna elettorale. Anziche’ denunciare tutto questo, mettendolo davanti alle sue responsabilita’, siamo rimasti immobili, dedicando tempo e risorse alle solite lotte intestine. M5S e Lega si dimostrano sempre piu’ irresponsabili nel voler scaricare le loro colpe contro il Quirinale. In particolare Di Maio e i suoi, i grandi sconfitti di questa messinscena, stanno pericolosamente giocando col fuoco, aizzando le piazze, alzando di dieci toni lo scontro politico. Mattarella doveva ancora finire di parlare ieri sera e loro gia’ parlavano di impeachment. Dopo cosa c’e’? Il livello successivo quale sara’?” VIOTTI aggiunge: “Nei mesi precedenti, e durante la campagna elettorale, si sono rivolti e hanno raccolto i voti tra le masse di cittadini che si sentono sconfitti, abbandonati e arrabbiati. Noi, invece, quella rabbia non l’abbiamo compresa, non l’abbiamo accolta e ascoltata. Proprio per questo motivo dobbiamo ascoltarla e accoglierla ora. Affrontando con serieta’ il tema della precarieta’, non solo economica ma anche sociale, che e’ il principale carburante per sentimenti negativi come rabbia e frustrazione. Rabbia e frustrazione che vengono ciclicamente veicolate contro il nemico di turno. Il diverso, lo straniero, il lontano. Gli omosessuali, i migranti e l’Europa diventano i bersagli contro cui sfogare tutte le insicurezze accumulate in tanti, troppi anni di crisi economica e sociale”. (Rai/ Dire) 12:00 28-05-18 NNNN

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