Rainbow Map 2019: l’Italia precipita.

13 maggio 2019

Oggi ILGA-Europe ha diffuso la “Rainbow Map” del 2019 che sottolinea il livello di rispetto e di tutela dei diritti delle persone LGBTI in Europa. Per la prima volta in dieci anni, gli Stati stanno tornando indietro e l’Italia è precipitata in 34esima posizione su 49 Paesi europei, passando dal 27 al 22% di raking.

Nel Report di ILGA si cita la partecipazione di Salvini al Congresso delle Famiglie di Verona e la controversa vicenda del patrocinio del Governo, la frase “le famiglie arcobaleno non esistono” pronunciata dal Ministro Fontana e le difficoltà per i richiedenti asilo LGBTI di ottenere la protezione internazionale seguito dell’entrata in vigore del decreto sicurezza e i tanti casi di insulti e aggressioni omofobe denunciate.

Nonostante il Governo stia cercando di riportarci in tutti i modi nel Medioevo, mettendo in discussione i diritti fino a qui ottenuti, l’Europa non lo permetterà.

Durante questa legislatura abbiamo compiuto notevoli passi avanti nel rispetto dei diritti delle persone LGBTI, portando all’attenzione situazioni di grave pericolo per le persone omosessuali, come quelle in Cecenia, partecipando ad iniziative in giro per il mondo, come al pride di Istanbul e alla prima conferenza sui diritti LGBTI in Tunisia.

In qualità di co-presidente dell’Intergruppo per i diritti LGBTI del Parlamento europeo, ho avuto la possibilità di lavorare con 13 Commissioni differenti, adottando più di 100 testi LGBTI-friendly, incluse 77 relazioni e 49 risoluzioni. Abbiamo presentato 161 interrogazioni (scritte e orali) alla Commissione europea, al Consiglio e al Servizio europeo per l’azione esterna e abbiamo inviato più di 100 lettere alle diverse istituzioni europee, ai governi e alle autorità degli Stati membri e a Paesi terzi per promuovere la tutela dei diritti LGBTI.

Tra i diversi testi approvati, uno di quelli di cui vado più fiero è sicuramente la prima risoluzione sui diritti delle persone intersessuali che denuncia le violazioni dei diritti umani delle persone intersessuali e chiede alla Commissione europea e agli Stati membri di intervenire per garantire l’integrità fisica, l’autodeterminazione e l’autonomia dei bambini intersessuali.

Oltre ad aver votato l’Elenco di Azioni per far progredire l’uguaglianza delle persone LGBTI presentata dalla Commissione, il Parlamento ha condannato le terapie di conversione nella risoluzione votata a gennaio sulla Situazione sui diritti fondamentali all’interno dell’Unione europea nel 2016 ed è stato garantito il riconoscimento legale di genere basato sull’autodeterminazione per le persone transessuali. Infine, in ogni testo che definiva e regolava le relazioni tra l’Unione europea e i Paesi terzi, siamo riusciti a far approvare più volte un capitolo riguardante la tutela dei diritti LGBTI.

Qui potete trovare il Report di ILGA.