Piano Prodi: un’occasione unica

24 gennaio 2018

Vi ricordate quando vi dicevo che il nostro orizzonte deve essere l’Europa Sociale?

Bene, ieri, a Bruxelles, il Presidente Prodi ha presentato al commissario europeo Katainen un piano da 150 miliardi di investimenti per il rilancio dell’Europa sociale che è stato definito il “New Deal per l’infrastruttura sociale”.
Dopo la crisi economica del 2008, la qualità della vita dei cittadini europei è peggiorata, e la sfera sociale ha assunto un ruolo ancor più centrale per rispondere alle sfide che ci sono state poste.
Il modello sociale europeo e le politiche di welfare, vero fiore all’occhiello del nostro continente, necessitano però di una netta modernizzazione ed espansione.
Ed è seguendo questo principio che il “Piano Prodi” propone di procedere su tre precise aree di investimento (Istruzione, Salute e Alloggi sociali), offrendo raccomandazioni e proposte su come intraprendere gli investimenti in questi campi.
Da tempo diciamo che i singoli Stati membri non sono più in grado di portare avanti singolarmente questo tipo di investimenti. Quanti progetti regionali validi restano bloccati per mancanza di fondi? E la stessa cosa accade anche i livelli più bassi.

Ed è proprio per questo che ritengo che il “Piano Prodi” rientri completamente nella vera sfida che abbiamo davanti a noi: costruire un’Europa Sociale, che si occupi principalmente dei suoi cittadini e delle sue cittadine, anziché di banchieri e finanza. L’Istruzione e l’apprendimento permanente – dagli asili fino alle Università- devono essere le fondamenta sulle quali continuare a costruire l’Europa che vogliamo, mentre la Sanità e l’Edilizia Sociale rappresentano i cardini del nostro sistema di Welfare, che permette a milioni di persone, nel nostro continente, di vivere dignitosamente.

Come spesso accade, la domanda è: come finanziare tutto? Il Presidente Prodi ha pensato anche a questo. Il suo piano, infatti, può essere finanziato dal bilancio europeo in vari modi, il primo e più ovvio è l’uso interconnesso dei vari fondi europei (fondo sociale, sviluppo ed altri), il secondo è la creazione di un nuovo “veicolo” finanziario simile al piano Juncker che garantisca le coperture agli investimenti nel sociale.
Entrambe le soluzioni sono ampiamente operabili all’interno dell’attuale sistema legislativo europeo e, al contrario di altre fantasie elettorali che stiamo sentendo in questi giorni, potrebbero entrare in vigore con una certa velocità.

Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, avremo modo di parlarne in maniera più approfondita, anche in relazione ai lavori del nuovo Bilancio Europeo. Intanto qui il link al testo del Piano 👇 :

https://goo.gl/pgxDSP