Pena di morte: lettera al Sultano del Brunei

3 aprile 2019

Sua Maestà Sultano del Brunei Darussalam,

Siamo stati particolarmente allarmati nell’apprendere la Vostra decisione di procedere all’attuazione dell’ultima fase della Vostra riforma della legge penale, prevista per il 3 aprile.

Siamo rimasti scioccati dal fatto che il Brunei abbia preso questa decisione nonostante il suo impegno nel rispetto di una serie di standard internazionali e regionali sui diritti umani. È responsabilità del Brunei proteggere il diritto alla libertà di pensiero, di credo e di religione, il diritto alla vita e il diritto alla dignità di tutti coloro che vivono sul suo territorio. L’applicazione della pena di morte ai non credenti o alle persone dello stesso sesso che hanno una relazione è in grave contraddizione con questi principi internazionali.

Siamo convinti che la legge religiosa, compresa la Sharia, possa essere applicata in conformità con i principi internazionali sui diritti umani. Vi incoraggiamo a promuovere il dialogo politico con le principali parti interessate della società civile, le organizzazioni per i diritti umani, le istituzioni religiose e le organizzazioni imprenditoriali, sia all’interno che all’esterno del Brunei, per garantire che il diritto a un giusto processo e lo stato di diritto siano rispettati in Brunei e il diritto alla vita sia protetto.

Cordialmente,

A nome dell’Intergruppo del Parlamento europeo per i diritti LGBTI,

Terry Reintke MEP, Co-Presidente dell’Intergruppo del Parlamento europeo per i diritti LGBTI

Daniele Viotti MEP, Co-Presidente dell’Intergruppo del Parlamento europeo per i diritti LGBTI

Sophie in’t Veld MEP, Vice-Presidente dell’Intergruppo del Parlamento europeo per i diritti LGBTI

Fabio Massimo Castaldo, Vice-Presidente dell’Intergruppo del Parlamento europeo per i diritti LGBTI

Sirpa Pietikainen, Vice-Presidente dell’Intergruppo del Parlamento europeo per i diritti LGBTI

Malin Bjork, Vice-Presidente dell’Intergruppo del Parlamento europeo per i diritti LGBTI