Non preoccupiamoci di Macron

5 aprile 2018

Ieri, in un’intervista all’Huffington Post, Sandro Gozi ha espresso timori sulla possibilità che il partito del Presidente francese Macron possa stringere un’alleanza politica in ottica europea con il Movimento 5 Stelle anziché con il Partito Democratico.

Mi rende perplesso sapere che ci siano esponenti del Pd che vedano nell’operato di Macron un forte slancio europeista. Forse stiamo guardando due film diversi senza saperlo. Dov’è il suo europeismo? Non vuole modificare Dublino, è contrario all’aumento di bilancio, chiude le frontiere con l’Italia, fa accordi per la guida dell’UE guardando solo alla Germania. Insomma, non è certo così che si realizza il disegno dei padri fondatori.

Sono convinto che Macron non abbia alcuna intenzione di guardare a noi per costruire un’alleanza europeista e progressista assieme al suo EnMarche. E prima di avere paura che Macron si rivolga al Movimento 5 Stelle per raggiungere i numeri per contrapporsi al PPE, prima di trasferire in Europa dibattiti super politicistici che interessano solo gli addetti ai lavori, dovremmo chiederci che cosa ci accomuna veramente a Macron.
Quali sono i temi che condividiamo?
Per esempio: quale tipo di accordi commerciali con Cina e Usa?
Come rispondere ai dazi americani?
Che prospettive per il pilastro sociale?

Le manovre di palazzo non ci hanno portato voti in Italia e non ci renderanno più interessanti in campo europeo. A colpi di tristi calcoli perderemo di certo anche quella sfida elettorale e l’obiettivo più grande: quello di poter avere più Europa.