Lettera alla UE: è normale il comportamento della Francia ai confini?

2 maggio 2018

Nella giornata di ieri ho inviato un’interrogazione alla Commissione Europea, indirizzata al primo Vicepresidente Timmermans e al Commissario Avramopolous, per chiedere nuovamente spiegazioni in merito al comportamento della Francia nella gestione dei controlli al confine con l’Italia. I volantini apparsi alla stazione di Bardonecchia, che attaccavano pesantemente il lavoro delle ONG come Rainbow 4 Africa e le Amministrazioni locali, sono solo l’ennesimo segnale negativo che sottolinea come in quelle zone ci sia chi prova, faticando, a rispettare i valori fondamentali dell’Unione Europea e chi, invece, non fa altro che costruire muri, metaforici e non.

Nella lettera inviata alla UE, ho voluto sottolineare infatti come il comportamento delle Istituzioni francesi sia innanzitutto in piena contraddizione con lo spirito di Schengen. Dal 2015 la Francia ha infatti scelto di reintrodurre i controlli e da quel momento la situazione non ha fatto altro che peggiorare, prima a Ventimiglia e poi a Bardonecchia. Tutto questo ha portato a conseguenze negative sul principio di libera circolazione delle persone (e sul funzionamento dell’area Schengen) e, soprattutto, su una serie di diritti che le norme internazionali e dell’Unione Europea riconoscono ai migranti. Per quanto riguarda la libera circolazione delle persone, gli accordi di Schengen permettono l’introduzione di controlli alle frontiere interne, ma questo deve avvenire per un periodo di tempo limitato. Con l’eccezione di una breve pausa, la Francia ha portato avanti i controlli, giustificandoli come questioni di sicurezza interna per rispondere alle minacce terroristiche, quando in realtà si tratta di un modo per controllare chi attraversa le frontiere e eventualmente respingere i migranti e potenziali richiedenti asilo. Le ONG attive a Ventimiglia hanno denunciato questa situazione che va avanti dal 2015. Nel tentativo di respingere i migranti che vogliono lasciare l’Italia, la gendarmeria francese e le autorità doganali controllano ogni persona in entrata in auto, bus o treno. Più recentemente, le autorità francesi hanno intensificato i controlli a Bardonecchia.

Il secondo tema che ho voluto portare all’attenzione nella lettera, è che stiamo assistendo a una sistematica violazione dei diritti fondamentali dei minori stranieri e dei migranti adulti. Sui minori stranieri non accompagnati, la Francia sta portando avanti una politica di respingimenti di migranti che attraversano il confine, senza effettuare controlli sull’età. La Convenzione Internazionale sui Diritti del Fanciullo, il Regolamento di Dublino e la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’UE prevedono che i minori non accompagnati che presentano domanda di protezione internazionale in Francia non siano respinti in Italia (anche se si tratta del paese di primo arrivo). Inoltre, il diritto francese definisce una serie di garanzie per i minori, che le autorità ignorano sistematicamente. Queste garanzie includono la possibilità di richiedere protezione internazionale in Francia e l’assegnazione di un tutore temporaneo nel caso questo non avvenga. Infine, un minore non accompagnato che viene fermato nel territorio francese (al di fuori della zona di frontiera), non può essere mandato in Italia in nessuna circostanza. Adulti e minori non accompagnati vengono, invece, trattati allo stesso modo, in palese violazione del diritto internazionale, UE e francese.

Proprio a fronte di questi problemi sono convinto che la protezione dei diritti fondamentali, il rispetto reciproco della sovranità degli Stati membri e di valori democratici su cui si fonda l’Europa siano minacciati.
Credo che la Commissione Europea, in quanto guardiana dei trattati, debba intervenire. Il rispetto dei valori fondamentali su cui si basa l’UE è a rischio.