L’attualità della dichiarazione Schuman

15 maggio 2018

Oggi ho avuto il piacere di intervenire al convegno “L’attualità della dichiarazione Schuman” organizzato dal Consiglio regionale del Piemonte in occasione della Festa dell’Europa.

Mi sono permesso di abbandonare la retorica con cui, giustamente, vengono ricordate le nostre radici, i discorsi di Schuman e i padri fondatori del concetto di Europa e dell’Europa stessa, perché credo che sia nostro dovere di raccontare soprattutto alle ragazze e ai ragazzi più giovani l’Europa attuale, con le sue difficoltà, per le quali dobbiamo prospettare soluzioni concrete. Abbandonando l’immagine di un’Europa grigia, attenta quasi esclusivamente solo ai bilanci pubblici, all’austerity e al rigore finanziario, affrontando con nuovo slancio temi fondamentali come l’immigrazione e il lavoro.

Sull’immigrazione, dobbiamo riconoscere una volta per tutte che si tratta di una questione europea, non dei singoli stati. E proprio perché siamo un’Unione di stati non possiamo più pensare di affrontare i problemi dovuti ai fenomeni migratori in modo settorizzato, su tutti le diverse forme di accoglienza. Non dimenticandoci che in mezzo a tutti questi ragionamenti ci sono le vite di migliaia di donne, uomini e bambini che affrontano viaggi pericolosissimi e molto spesso si trovano in pericolo anche quando arrivano nel nostro continente. Per questo motivo non possiamo affrontare questo tema solo dal punto di vista della sicurezza, dando l’idea di volere un’Europa più chiusa, in cui sia possibile costruire barriere tra i vari Stati Membri. Abbiamo quindi il dovere di chiedere all’Europa di essere davvero solidale nei confronti degli stati come il nostro, non soltanto a parole come spesso è accaduto negli ultimi anni.

Sul tema del lavoro, la versa sfida che dobbiamo accogliere non è solo quella del riuscire a garantire lavoro alle cittadine e ai cittadini europei, ma di chiedere all’Europa di essere capace di affrontare la precarietà di vita delle donne e degli uomini che vivono oggi nel nostro continente. Un’Europa capace di affrontare le sfide che i singoli Stati non riescono più a sostenere con il loro Welfare State, adottando quindi un sistema di protezione sociale europeo. Per fare questo, abbiamo la necessità di investire, non solo culturalmente ma anche economicamente sull’Unione Europea.

Da relatore al Bilancio Europeo, farò la mia parte affinché queste battaglie siano combattute, in questa direzione.

"L'attualità della Dichiarazione Schuman" @ Consiglio Regionale del Piemonte

Oggi ho avuto il piacere di intervenire al convegno “L’attualità della dichiarazione Schuman” organizzato dal Consiglio regionale del Piemonte in occasione della Festa dell’Europa.Mi sono permesso di abbandonare la retorica con cui, giustamente, vengono ricordate le nostre radici, i discorsi di Schuman e i padri fondatori del concetto di Europa e dell’Europa stessa, perché credo che sia nostro dovere di raccontare soprattutto alle ragazze e ai ragazzi più giovani l’Europa attuale, con le sue difficoltà, per le quali dobbiamo prospettare soluzioni concrete. Abbandonando l’immagine di un’Europa grigia, attenta quasi esclusivamente solo ai bilanci pubblici, all’austerity e al rigore finanziario, affrontando con nuovo slancio temi fondamentali come l’immigrazione e il lavoro. Sull’immigrazione, dobbiamo riconoscere una volta per tutte che si tratta di una questione europea, non dei singoli stati. E proprio perché siamo un’Unione di stati non possiamo più pensare di affrontare i problemi dovuti ai fenomeni migratori in modo settorizzato, su tutti le diverse forme di accoglienza. Non dimenticandoci che in mezzo a tutti questi ragionamenti ci sono le vite di migliaia di donne, uomini e bambini che affrontano viaggi pericolosissimi e molto spesso si trovano in pericolo anche quando arrivano nel nostro continente. Per questo motivo non possiamo affrontare questo tema solo dal punto di vista della sicurezza, dando l’idea di volere un’Europa più chiusa, in cui sia possibile costruire barriere tra i vari Stati Membri. Abbiamo quindi il dovere di chiedere all’Europa di essere davvero solidale nei confronti degli stati come il nostro, non soltanto a parole come spesso è accaduto negli ultimi anni.Sul tema del lavoro, la versa sfida che dobbiamo accogliere non è solo quella del riuscire a garantire lavoro alle cittadine e ai cittadini europei, ma di chiedere all’Europa di essere capace di affrontare la precarietà di vita delle donne e degli uomini che vivono oggi nel nostro continente. Un’Europa capace di affrontare le sfide che i singoli Stati non riescono più a sostenere con il loro Welfare State, adottando quindi un sistema di protezione sociale europeo. Per fare questo, abbiamo la necessità di investire, non solo culturalmente ma anche economicamente sull’Unione Europea.Da relatore al Bilancio Europeo, farò la mia parte affinché queste battaglie siano combattute, in questa direzione.

Posted by Daniele Viotti on Wednesday, 9 May 2018