La regione che non c’è

27 giugno 2018

Con “la Regione che non c’è” ho voluto lanciare, in concomitanza con il pride di Milano del 30 giugno, una campagna sui diritti.

Una regione che non c’è, perché mai come oggi le Istituzioni lombarde stanno provando a spegnere i riflettori sui diritti LGBTI. Il mancato patrocinio al Milano Pride – non solo da parte della Giunta, come gli altri anni, ma anche del Consiglio regionale – è un segnale che non può essere messo a tacere, che ci deve far partecipare al “pride” con ancora maggior orgoglio.

I riflettori in questi anni sono stati purtroppo ben puntati, invece, su politiche conservatrici e retrograde, come il Family Day. È per questo che abbiamo voluto accendere il Pirellone con i colori dell’arcobaleno per illuminare Milano e la Lombardia con la luce dei diritti.

Una regione aperta, inclusiva, capace di trovare nella diversità un motivo di arricchimento e non un veicolo di intolleranza è l’obiettivo cui tendere.

Per quanto mi riguarda, sarò sempre dalla stessa parte: quella dei diritti, contro ogni tipo di oscurantismo. Nelle Istituzioni come nelle piazze, la strada da fare è ancora tanta e, in questo momento, ancora con più forza, dobbiamo continuare a inseguire la nostra luna: la piena uguaglianza di tutte e tutti.

Ci vediamo al Milano Pride, più colorati che mai!