Interrogazione alla Commissione: Insufficienza della copertura vaccinale anti-HPV in Europa

10 aprile 2019

 

Il papillomavirus è ritenuto il principale responsabile di gravi patologie che colpiscono i distretti genitali, anali e orofaringei di entrambi i sessi, causando circa il 70% dei tumori della cervice uterina, il 90% di tumori anali e il 90% dei condilomi anogenitali.

L’introduzione della vaccinazione anti-HPV ha cambiato radicalmente l’incidenza di tali patologie e, in Italia, essa viene offerta gratuitamente alle bambine nel corso del dodicesimo anno di età. Alcune Regioni hanno poi esteso il vaccino a ragazze di altre fasce di età, ai dodicenni maschi e ai soggetti HIV positivi.

Molteplici recenti studi scientifici hanno dimostrato come l’estensione della popolazione target all’immunizzazione artificiale possa essere un valido strumento per abbassare ulteriormente l’incidenza di tumori e displasie HPV-correlate, provando come tale vaccino sia stato efficace nel prevenire lesioni cancerose nel 91% della popolazione HPV-naive testata e nel 22% della popolazione totale esaminata. In alcuni Paesi, l’estensione del vaccino gratuito fino al 26esimo anno di età ha portato ad una progressiva diminuzione dell’incidenza di carcinomi della cervice uterina.

Considerata la situazione sopradescritta, cosa intende fare la Commissione per estendere la gratuità del vaccino anti-HPV ai soggetti fino al 26esimo anno d’età, riducendo l’incidenza delle gravi patologie derivanti da tale virus?