Il giorno della memoria e gli olocausti dimenticati

27 gennaio 2018

Oggi è il giorno della memoria, il ricordo aiuta a leggere la realtà, a parlare anche degli olocausti dimenticati, quelli nati e perpetrati grazie all’indifferenza. Quando iniziò la persecuzione sistematica degli ebrei nessuno stato si mobilitò. La sola città di Shanghai accolse più persone degli Usa.
Perché la memoria aiuti a fare scelte migliori rimaniamo tutti vigili, non indifferenti, partecipi, vivi, emozionati, interessati. Studiamo, leggiamo, conosciamo e lottiamo non solo per i nostri diritti, ma per quelli di tutti e tutte, anche di quelli che fino a ieri ci erano indifferenti.

Verde i criminali, rosso i prigionieri politici, nero gli asociali, marrone i nomadi e gli zingari, porpora i Testimoni di Geova, giallo gli ebrei.
Rosa per gli omosessuali, nero anche per le lesbiche. All’inizio sulle casacche c’era scritto omosessuale o Paragrafo 175, poi arrivò il triangolo rosa. Il Paragrafo 175 del codice penale tedesco definiva l’omosessualità un crimine.
Si stima furono cinquemila gli uomini deportati nei campi di concentramento nazisti.
I sopravvissuti furono quattromila che finirono nelle carceri della repubblica federale tedesca perché, fino agli anni settanta, il codice penale non cambiò e l’omosessualità continuò a essere un delitto. Tra il 1933 e il 1945 furono arrestate centomila persone. A questi si aggiunge un numero imprecisato di internati nei manicomi ma il regime nazista si accorse che l’omosessualità è interclassista e interideologica, diciamo difficile da reprimere completamente.

In Italia i fascisti non inserirono mai l’omosessualità nel codice penale perché la virile Italia del Duce non poteva ammettere l’esistenza dei gay. Il fascismo lasciò all’Italia repubblicana l’idea che l’omosessualità è una questione privata, e dalla repressione si passò alla tolleranza. Se nei paesi del nord i casi eclatanti mobilitarono l’opinione pubblica, nel nostro paese tutto rimase silente e relegato alla vergogna, al silenzio.
L’omosessualità era, e a volte lo è ancora per molti, un problema sociale.

Ricordiamo e prendiamoci la responsabilità di vigilare e far sì che nulla di tutto ciò accada più.

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