Elezioni americane: prime volte e nuove radicalità.

7 novembre 2018

La giornata elettorale di ieri negli Stati Uniti, dove i cittadini e le cittadine erano chiamati alle urne per le elezioni di metà mandato, potrebbe essere sintetizzata con “La prima volta non si scorda mai”.

  • La prima volta che una donna musulmana viene eletta al Congresso;
  • La prima donna latinoamericana eletta in Texas;
  • La prima donna nativa americana al Congresso;
  • Il primo Governatore – quello del Colorado- gay dichiarato, sposato e padre di due figli;
  • La ragazza più giovane della storia del Congresso, Alexandria Ocasio Cortez;

e tante, tante, altre prime volte.

Guardando i primi numeri, il dato che salta subito agli occhi è come e quanto le donne si siano prese la scena in queste elezioni: hanno composto il 52% dell’elettorato (rivelandosi un alleato fondamentale per i democratici); hanno battuto il record di candidature femminili in una sola elezione e, per la prima volta nella storia, ci saranno più di 100 deputate.

Anche sul fronte dei diritti LGBTI abbiamo assistito a un exploit notevole: Jared Polis è il nuovo Governatore del Colorado; Sharice Davids, avvocato e attivista LGBTI è stata eletta in Kansas. Il loro successo non potrà che fare bene a tutta la comunità.

Tutte queste “prime volte”, però, ci dicono soprattutto una cosa. Tutti i candidati sopraccitati, pur essendo molto diversi tra loro, hanno una cosa che li accomuna: la radicalità delle loro proposte.

Idee radicali, che segnano una discontinuità con lo status quo. Un ritorno alle proprie radici, con una nuova radicalità sui diritti sociali, sul lavoro, sull’economia e sull’ambiente. Nei quartieri, nelle città, negli stati. Non è più il tempo del moderatismo.

A un futuro incerto occorre andare incontro a testa alta, convinti dei propri valori e dei propri ideali. Solo così si potrà provare a cambiare lo stato dell’arte.

La stessa cosa vale per l’Italia e per l’Europa. Facciamolo.