Cambridge Analytica: una riflessione

22 marzo 2018

In questi giorni, insieme a Fabio Malagnino, abbiamo ragionato di tutta la vicenda Cambridge Analytica e del tema dei dati personali. Abbiamo provato a riassumere alcune riflessioni più approfondite.

Tutto il mondo parla dello scandalo Cambridge Analytica, il “furto del secolo” secondo numerosi osservatori. La vicenda è come una marea che travolge ogni cosa, ma chi da un po’ di tempo segue con attenzione queste vicende sa che l’ondata “maturava” da tempo.Privacy, trasparenza, consapevolezza nell’uso dei social network sono le vere questioni del terzo millennio; problemi di difficile soluzione con gli strumenti anche legislativi a noi noti, ma che riguardano la riservatezza e la qualità della nostra vita. Algoritmi, psicometria, analisi predittive, raccolta massiva di dati, la politica ha l’obbligo di darsi una prospettiva per affrontare temi centrali non per il futuro ma per l’adesso, per l’oggi. Di sicuro la risposta non può essere più censura-tipo Cina o Russia- come chiedono già alcuni come Varoufakis. Come in una puntata di Black Mirror, oggi sappiamo ancora di più che Facebook e gli altri social sono in grado di orientare le nostre opinioni, aspetto particolarmente preoccupante durante le campagne elettorali quando sarebbe necessario un dibattito pubblico, in rete e non, che informi al meglio il singolo cittadino.

Facebook non è neutrale e non lo è la realtà che ci restituisce.
Facebook fa vincere le elezioni? No di certo, ma in un testa a testa come Trump/Clinton è in grado di essere determinante. Gli algoritmi di machine learning che sono alla base della scelta dei contenuti proposti sulle timeline spingono l’utente verso la visione di quelli sempre più forti ed estremi. E’ così che Youtube e Facebook ci incollano allo schermo, ed è così che possono distorcere e manipolare la realtà.

Avremmo invece bisogno di un ecosistema informativo qualitativamente migliore e di un’opinione pubblica informata che non faccia dei social network (che, ricordiamo, non nascono con scopi democratici ma di business) la principale dieta informativa.

Un lavoro lungo, paziente ma urgente, che deve partire soprattutto dalle scuole.
Ultimo aspetto che riguarda l’Italia. Dalle notizie che circolano pare che anche un partito politico italiano abbia utilizzato i servizi di Cambridge Analytica. Su questo va fatta la massima chiarezza: qual è il partito? Quanto ha speso? Chi ha finanziato gli interventi?

Avremo modo di parlarne ancora nelle prossime settimane.