Buon primo maggio!

1 maggio 2018

Oggi è il Primo Maggio, la Festa dei Lavoratori. Io sarò in Sicilia, a Portella della Ginestra. Un luogo simbolo in cui i lavoratori, in nome dei propri diritti, hanno pagato il prezzo più grande.
Nel giorno in cui festeggiamo tutte le battaglie che hanno portato a conquiste e traguardi importanti nella vita dei lavoratori e delle lavoratrici.

E da quelle dobbiamo ripartire. Sì, dalle battaglie per il lavoro e per i diritti dei lavoratori. Perché mai come oggi il lavoro continua a essere il baricentro della vita delle persone. Giovani e meno giovani. Perché senza un lavoro – o con un lavoro precario – vengono meno le fondamenta sulle quali costruire il proprio percorso di vita. Vengono meno tutte le sicurezze: da quella economica a quella sociale, portando le persone a vivere la quotidianità con frustrazione e, molto spesso, disperazione. La mancanza di lavoro non fa altro che acuire la disgregazione del nostro tessuto sociale, rendendo ancora più fertile il campo dei venditori di paure.

C’è bisogno di lavoro stabile ma, soprattutto, di qualità. Un lavoro “sicuro”, come chiedono giustamente i Sindacati riuniti oggi nelle piazze, perché non è possibile ancora morire sul posto di lavoro. La vita e la dignità umana non possono essere sacrificate in nome del profitto e del guadagno.
Sono ancora troppe le donne e gli uomini sfruttati (sì, sfruttati) per pochi euro all’ora, sotto la minaccia del non lavoro.
Italiani e migranti, costretti a piegarsi a veri e propri ricatti per poter sopravvivere.

Lottare per la dignità del lavoro significa anche lottare contro ogni forma di discriminazione nei luoghi lavorativi. Nei confronti delle donne, molto spesso pagate meno dei propri colleghi maschi solo perché donne, o costrette a scegliere tra l’avere un bambino o un posto di lavoro. Nei confronti delle persone LGBTI, dei migranti, dei disabili. Un lavoro dignitoso è un lavoro in cui queste cose non accadono.

Il lavoro è, inoltre, l’arma più potente contro la piaga dei nostri tempi: la povertà. Il lavoro deve essere lo strumento dell’emancipazione dal bisogno. E noi dobbiamo difenderlo e tutelarlo in quanto tale.

Tante sono ancora oggi le sfide da affrontare per i diritti dei lavoratori. Intraprendiamole, con coraggio, in nome della Libertà e della Giustizia Sociale, valori fondamentali che venivano ricordati costantemente dal Presidente Pertini.

Buon Primo Maggio!

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