Ancora sul rapporto Panzeri. Spiegato bene.

12 marzo 2015

Quello che in questi giorni abbiamo chiamato «rapporto Panzeri» è la RELAZIONE ANNUALE SUI DIRITTI UMANI E LA DEMOCRAZIA NEL MONDO 2013. Il rapporto è passato. Su 31 parlamentari che formano la delegazione del Partito Democratico  presso il Parlamento Europeo, 29 hanno votato il rapporto, approvandolo, nella sua interezza. Solo (Morgano Zoffoli) hanno espresso parere contrario. I singoli voti che seguono, sono voti a singoli emendamenti proposti sul testo base. Quando un rapporto del genere viene votato, si presentano molti emendamenti a cui viene richiesto il voto nominale. In seguito, viene votato l’interno rapporto, decidendo se approvarlo o meno.
Gli aspetti più controversi della Relazione sui diritti umani e la democrazia nel mondo del 2013 riguardavano le sezioni:

  • Diritti delle donne e delle ragazze
    Diritti LGBTI

DIRITTI DELLE DONNE E DELLE RAGAZZE

Punto 135: «[Il Parlamento europeo] invita l’UE a partecipare attivamente alla 59ª sessione della Commissione sulla condizione delle donne e a continuare a lottare contro ogni tentativo di minare la Piattaforma d’azione di Pechino delle Nazioni Unite in relazione, tra l’altro, all’accesso all’istruzione e alla salute quali diritti umani fondamentali e ai diritti sessuali e riproduttivi».
Il PPE ha richiesto voto nominale sul voto separato 2 la dove si fa riferimento «ai diritti sessuali e riproduttivi». Il gruppo S&D suggeriva il voto favorevole.
Hanno votato contro: Morgano, Zoffoli.
Astenuti: Costa.
Punto 136: «[il Parlamento europeo] deplora il fatto che i corpi delle donne e delle ragazze, in particolare riguardo alla loro salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti, rimangano a tutt’oggi un campo di battaglia ideologico e invita l’UE e i suoi Stati membri a riconoscere i diritti inalienabili delle donne e delle ragazze all’integrità fisica e all’autonomia decisionale per quanto concerne, tra l’altro, il diritto di accedere alla pianificazione familiare volontaria e all’aborto sicuro e legale, la libertà dalla violenza, compresa la mutilazione genitale femminile, i matrimoni infantili, precoci e forzati e lo stupro coniugale».
Il PPE ha chiesto il voto nominale su 3 split vote.
Si richiedeva la cancellazione, nell’ordine:

  • Del riferimento alla salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti (136/2);
  • Del riferimento all’autonomia decisionale per accedere alla pianificazione familiare volontaria (136/3);
  • Del riferimento all’autonomia decisionale per accedere all’aborto sicuro e legale (136/4).

Il gruppo S&D suggeriva il voto favorevole su tutti e tre gli split.

Voto nominale sullo split vote 136/2

Hanno votato contro: Morgano, Zoffoli.

Voto nominale sullo split vote 136/3

Hanno votato contro: Morgano, Zoffoli.

Voto nominale sullo split vote 136/4

Hanno votato contro: Morgano, Toia, Zoffoli.
Astenuti: Danti

DIRITTI LGBTI

Punto 162: «[il Parlamento europeo] prende atto della legalizzazione del matrimonio o delle unioni civili tra persone dello stesso sesso in un numero crescente di paesi nel mondo, attualmente diciassette; incoraggia le istituzioni e gli Stati membri dell’UE a contribuire ulteriormente alla riflessione sul riconoscimento del matrimonio o delle unioni civili tra persone dello stesso sesso in quanto questione politica, sociale e di diritti umani e civili».
L’EFDD ha richiesto voto nominale. Il gruppo S&D suggeriva il voto favorevole.
Hanno votato contro: Morgano, Zoffoli.
Astenuti: Chinnici, Toia.
Punto 164: «[il Parlamento europeo] accoglie con favore il crescente sostegno politico per la messa al bando della sterilizzazione quale requisito per il riconoscimento giuridico del genere, come espresso dal relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura, e condivide il punto di vista secondo cui tali requisiti dovrebbero essere trattati e perseguiti come una violazione del diritto all’integrità fisica nonché della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti».
Il PPE ha richiesto il voto nominale sullo split vote 164/2
Voto nominale é avvenuto sulla parte in grassetto del testo: «accoglie con favore il crescente sostegno politico per la messa al bando della sterilizzazione quale requisito per il riconoscimento giuridico del genere, come espresso dal relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura, e condivide il punto di vista secondo cui tali requisiti dovrebbero essere trattati e perseguiti come una violazione del diritto all’integrità fisica nonché della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti».
Il gruppo S&D ha suggerito voto favorevole.
Hanno votato contro: Morgano, Zoffoli.
Astenuti: Costa
Punto 165: «[il Parlamento europeo] accoglie positivamente l’annullamento, nell’ottobre 2013, della legge moldava che vietava la “diffusione di relazioni diverse da quelle contemplate dal matrimonio o dalla famiglia” e invita la Lituania e la Russia a seguire l’esempio della Moldova; si rammarica per l’esito del referendum croato del dicembre 2013, favorevole a un divieto costituzionale dell’equiparazione dei matrimoni omosessuali; sottolinea che un simile referendum si terrà in Slovacchia nel febbraio 2015; deplora che nella ex Repubblica jugoslava di Macedonia sia attualmente all’esame del parlamento un progetto di legge che prevede un divieto costituzionale dei matrimoni tra persone dello stesso sesso; sottolinea che sviluppi di questo tipo contribuiscono a un clima di omofobia e discriminazione; evidenzia che vi è la forte esigenza di migliorare la tutela dei diritti e delle libertà fondamentali delle persone LGBTI, anche attraverso normative sui crimini motivati dall’odio e in materia di antidiscriminazione, e chiede alle autorità nazionali di denunciare l’odio e la violenza per motivi di orientamento sessuale, identità di genere o espressione di genere; ritiene che i diritti fondamentali delle persone LGBTI sarebbero maggiormente tutelati se esse avessero accesso a istituti giuridici quali coabitazione, unione registrata o matrimonio».
Il PPE ha presentato un emendamento al testo. Con l’emendamento, vengono eliminati dal testo i rifermenti ai referendum croato e slovacco sull’equiparazione dei matrimoni omosessuali e i riferimenti a proposte legislative in corso di dibattito. Sono eliminati anche i riferimenti alle normative sugli hate crimes e sulla discriminazione. Il testo emendato e approvato dal Parlamento dovrebbe essere il seguente (fatte salve eventuali correzioni da parte del servizio giuridico del Parlamento):
«[Il Parlamento europeo] accoglie positivamente l’annullamento, nell’ottobre 2013, della legge moldova che vietava la diffusione di relazioni diverse da quelle contemplate dal matrimonio o dalla famiglia e invita gli altri paesi della regione a seguire l’esempio della Moldova»
È stato richiesto il voto nominale sulla relazione nel suo complesso.
Hanno votato contro: Morgano, Zoffoli.
Sono gli unici membri del gruppo S&D ad avere votato contro.
Questo rapporto, di cui il collega Antonio Panzeri è stato relatore, è un rapporto che il Parlamento Europeo stila ogni anno per adottare linee guida sulla situazione dei diritti umani e della democrazia nel mondo. In questo rapporto si valuta lo stato di salute dei diritti umani nel 2013 e valuta l’impegno dell’Unione Europea per promuovere politiche di tutela, promozione e rispetto. Per una politica volta all’uguaglianza e al superamento di ogni discriminazione.
Questo rapporto è fondamentale perché ricorda l’importanza cruciale dei diritti umani nella politica dell’Unione Europea. Uno di quei punti fortissimi che ne formano l’identità culturale e ne forgia l’agenda per quanto riguarda le relazioni istituzionali.
In questa legislatura cercheremo anche di far sì che l’azione dell’Unione sia coerente a questo spirito. Che si rispettino gli obblighi derivanti dai trattati e che si seguano le linee guida per il rispetto dei diritti umani nelle relazioni politiche e istituzionali. Questa coerenza, infatti, è una condizione essenziale per la credibilità dell’Unione e non possiamo più permetterci un’Europa non totalmente autorevole sulla questione dei diritti umani. Siamo e saremo sempre un faro di accoglienza, laicità e apertura, sempre dalla parte dell’uguaglianza, sempre contro ogni tipo di discriminazione. E dobbiamo fare di più. Sempre di più. E lo faremo.
(relazione a cura della dott.ssa Camilla Carini e del dott. Giorgio Mollaretti)